c'è un là dove non puoi essere
una riga vuota da qui
si abbatte sul mondo
io in silenzio
e tu tacevi
c'è un là dove non puoi essere
una riga vuota da qui
si abbatte sul mondo
io in silenzio
e tu tacevi

sono sillabe sole le farine del niente
come stanze di casa nei giorni di carne
a riempire di odori si impara dal pane
facciamo più bianco
prima delle parole
tu nei dintorni
e io a scoprirti

ringrazio gli amici di Tellusfolio per l'ospitalità
resto in una bolla
come Eolo addormentato
questo non è vento, ma è fiato
Resta qui a portata di mano
come luogo dell'insistere
come oggetto quotidiano
In questa estetica della clandestinità ho creduto che divenire fosse diventare, che distruggere fosse creare alla rovescia.
In ogni nome dove ci teniamo in disparte due volte, per non rischiare di essere solo carne e schiena, ci sono tutti i nostri angoli a caso.